lunedì 19 luglio 2010

Io e la mia famiglia


Un giorno, durante una di quelle noiose interviste telefoniche mi è stato chiesto quale fosse la mia occupazione. Per strappare un sorriso alla mia interlocutrice le ho detto "sono imprenditrice, dirigo la mia famiglia".
Poi ci ho pensato su, ed in effetti è così .... già perché noi donne che per scelta o per necessità ci dedichiamo alla famiglia in toto, siamo come l'amministratore delegato della FIAT …… si dirige, si controlla, si gestisce tutto l'andamento. Si cerca di incanalare i figli su binari che portano verso il loro futuro cercando di dargli tutte le direttive necessarie affinché essi sappiano decidere e scegliere cosa è meglio per loro. Si gestiscono le finanze della'azienda famiglia facendo quadrare i conti al centesimo per avere un bilancio sempre in attivo, si organizzano i pranzi e le cene giornaliere cercando di venire incontro alle esigenze di tutti e si svolgono i lavori manuali necessari a che tutto sia sempre in ordine. Ogni tanto ci lasciamo andare e trascuriamo qualcosa, per ritornare poi nei ranghi e metterci in regola con quello che si è tralasciato.
Non è facile gestire ogni cosa, e non tutte possono contare sull'aiuto di un marito che si rende partecipe di ogni cosa o sulla collaborazione dei figli che danno una mano a tenere almeno in ordine la loro camera. E' un continuo controllare, gestire, ordinare. I vestiti, la dispensa, gli armadi tutto deve essere supervisionato con diligenza e attenzione
Io cerco di fare del mio meglio, cerco di accontentare tutti e di fare le cose uguali per tutti. Non sempre ci riesco. Ci sono giorni in cui giro per casa in cerca di uno stimolo e faccio il minimo indispensabile, e ci sono giorni invece che mi alzo piena di voglia di fare e metto tutto sottosopra.
Nella mia azienda-famiglia c'è un aria abbastanza serena, i miei ragazzi sono dei bravi ragazzi senza troppi grilli per la testa, qualche defaiance sul loro percorso, ma di piccolo conto. Mio marito? E' un uomo da sposare ;P …… anche se non gli dico spesso quanto lo apprezzi.
I ragazzi studiano entrambi, il grande, Marco, è universitario. Studia informatica e dopo aver avuto un momento di crisi durante il quale non riusciva a combinare molto, ora si è rimesso in carreggiata. E' un ragazzo un po' taciturno (come me) che come me non riesce a tirare fuori quello che prova. Se abbiamo qualche battibecco non riesce a dirmi quello che vorrebbe e un po' la colpa di questo è mia. Sono un po' aggressiva nei suoi confronti. Ma non è perché io sia insoddisfatta di lui, anzi. E' solo che per lui vorrei il meglio, vorrei che si realizzasse nei suoi sogni. Che mettesse tutto il suo impegno in quello che fa e che avesse un po più di confidenza con me. Invece si tiene tutto dentro.
Il piccolo, Alessio, studia all'alberghiero, ha 14 anni ed è molto sicuro di se. Un po' permaloso. Ha un carattere molto spigoloso e l'adolescenza ha acuito questo piccolo difetto. Stiamo affrontando il periodo della sua affermazione come persona …… e spesso abbiamo piccoli scontri sul modo di rispondere o sulle cose che dovrebbe fare e che vuole fare a modo suo.
Ma tutto sommato sono due bravi ragazzi. Non ci hanno mai dato grossi problemi, qualche pensiero si, ma problemi mai.
Mio marito, Sergio, è un brav'uomo. Tutto dedito alla famiglia. Tutto quello che riguarda me e i figli viene prima di ogni altra cosa, a volte anche prima di se stesso. Su questo qualche volta non sono d'accordo. Ma lui è fatto così.
Esce al mattino presto per lavorare e non rientra mai prima delle 19 di sera. Eppure trova sempre il modo di aiutarmi in casa, di accompagnarmi a far la spesa e di dedicarmi tutte le attenzioni possibili. E' felice quando io sono felice e si intristisce se percepisce che c'è qualcosa che non va in me. Ha mille pensieri per la testa ma cerca di non farli pesare su di me e sui suoi figli.
Ho una pecca nei suoi confronti …… non gli dico mai quanto apprezzi il suo modo di essere. Il suo essere sempre presente, il suo pensare prima a noi e poi a se stesso, il suo vivere in funzione di noi.
Ma il mio carattere schivo per certi versi, mi porta ad essere poco espansiva. Vorrebbe da me più coccole, ma io non so fargliene. A me basta sapere che lui è li accanto a me ad ogni passo per stare bene. Lui vorrebbe che io esternassi di più i miei pensieri e il mio bene per lui. Ma io non so farlo. Non so perché non sono capace. Forse con gli anni, col crescere si cambia, perché quando ero ragazza non passava giorno che non gli scrivessi un bigliettino, ogni occasione era buona per dirgli quello che provavo. Siamo sempre stati molto legati, abbiamo sempre fatto tutto insieme e continuiamo a farlo. Ma oggi sono diventata un po' più chiusa nei suoi confronti.
Non è cambiato quello che sento per lui, anche se abbiamo avuto qualche brutta crisi negli anni passati. E' solo cambiato il mio modo di essere, di mostrarmi.
Spero di essere per lui una buona moglie. Quella compagna di vita che ha sempre voluto accanto e alla quale ha dedicato se stesso.
Abbiamo un sogno insieme……. E spero un giorno di riuscire a realizzarlo. Una casetta immersa nel verde nella quale trascorrere le nostre giornate e condividere le cose che amiamo.