venerdì 30 luglio 2010

I DONI DELLA VITA

 Ho trovato questa leggenda su un sito, l'ho letta, mi è piaciuta e la condivido con chi visita il mio blog. C'è tanta saggezza in queste parole.

Un giorno la Vita prese le sembianze di un bel giovane e si mise in cammino per le strade del mondo. Al margine della foresta vide una capanna ed entrò.

Vi trovò un povero uomo malato di elefantiasi: tutte le sue membra erano gonfie e deformi tanto che si muoveva a fatica. "Oh,qual buon vento ti conduce da me?" disse il malato. "Chi sei tu?" "Sono la Vita" rispose l’altro. Alcuni mi riconoscono quando vengo ma non quando torno. Io vado e vengo; tornerò da queste parti fra sette anni. "Ma perché gemi tanto?" "Ho una malattia orribile; ha distrutto il mio aspetto umano e mi ha tolto ogni gioia di vivere". "Se vuoi" disse la Vita "Ti guarisco. Ma tu mi dimenticherai" "No!" assicurò il malato. "Chi mi guarirà resteràeternamente nella mia memoria e godrà della mia riconoscenza per sempre." Allora la Vita sparse una polvere misteriosa sul malato e questi guarì per incanto. Ripreso il cammino, la Vita giunse presto alla capanna di un lebbroso. "Oh benedetto, tu che vieni da me!" esclamò il lebbroso al vedere il bel giovane. "Posso sapere il tuo nome?" "Io sono la Vita" disse il nuovo arrivato. "Alcuni mi riconoscono quando vengo ma non quando torno. Vado e vengo. Tornerò da queste parti fra sette anni. Ora ti guarisco, ma tu ti ricorderai di me?" "Non ti dimenticherò finché campo." Disse il lebbroso. La Vita lo guarì e riprese il suo cammino.

 All’ingresso di un villaggio, ecco uncieco che avanzava cercando la strada col bastone. Sentendo dei passi, il poveretto si fermò e chiese: "Chi è? Attenzione al povero cieco." "Io sono la Vita. Alcuni mi riconoscono quando vengo ma non quando torno." Guarì anche il cieco e scomparve.  Passarono gli anni e a suo tempo la Vita tornò come aveva promesso. Ma questa volta s’era nascosta sotto le sembianze di un cieco. Era sera quando venne alla capanna dell’uomo che aveva guarito dalla cecità e bussò alla porta. Era assente, ma c’era sua moglie. "Pietà per questo povero cieco." Disse la Vita. "Conosco vostro marito, potrei avere qualche ristoro mentre lo attendo? Mi basta un po’ di acqua." "Il mio uomo è proprio uno stolto!" borbottò la donna. "Tira in casa tutti gli straccioni che incontra." Mise un po’ di acqua sporca in una vecchia zucca e la diede al finto cieco con mala grazia. Finalmente giunse il padrone. La Vita andò verso di lui. "Sono di passaggio." Disse "Puoi accogliermi in casa fino a domattina?" L’uomo brontolò qualche parola, poi stese una stuoia in un angolo della capanna e diede al cieco una manciata di arachidi. Quando l’alba spuntò, la Vita chiamò l’uomo e gli disse:"Non ti avevo detto che alcuni conoscono la Vita quando viene e non quando torna? Eccomi qua, e tu non mi hai riconosciuto perché la tua cecità è rimasta nel tuo cuore. Perciò tornerà anche nei tuoi occhi." Così dicendo uscì, lasciando dietro di sé una traccia di polvere. Quell’uomo ritornò cieco come sette anni prima. La Vita raggiunse presto il villaggio del vecchio lebbroso e si coprì di una lebbra orribile tanto che sciami di mosche la perseguitavano. Bussò alla porta, ma quell’uomo visto il lebbroso, rifiutò di farlo entrare e di dargli da mangiare dicendo che era troppo sporco. "Non te lo avevo detto che alcuni conoscono la Vita solo quando viene e non quando torna?" Così dicendo partì lasciando dietro di sé la polvere misteriosa. L’uomo ingrato si trovò di nuovo coperto di lebbra tanto che la sua carne cadeva a brandelli. Giunta alla capanna del malato di elefantiasi, la Vita si gonfiò le membra in modo che a stento poteva camminare.

 Si affacciò alla porta e disse: "Buon uomo, un po’ di ristoro per carità." "Avanti! Avanti! Entra!" disse l’uomo affrettandosi ad aiutare il finto malato. "Anch’io una volta avevo questa brutta malattia, ma un brav’uomo passando di qua mi guarì. Chissà..". E mentre parlava mise a cuocere un piatto di riso, diede al malato delle noci di kola e una zucca piena di latte fresco, poi preparò un arrosto di montone e prestò al malato ogni cura. All’alba la Vita si presentò per il bel giovane che era e disse: "Tu hai riconosciuto la Vita anche al ritorno. Sei uno che non dimentica i benefici ricevuti e sai soccorrere chi soffre ciò che tu stesso hai sofferto. Perciò resterai sempre sano e godrai di ogni prosperità." L’uomo volle dare alla Vita qualche regalo, delle mucche. Ma il giovane ringraziò dicendo: "Non ho bisogno delle ricchezze. Voglio che ti ricordi una cosa importante: la vita può cambiare e portare oggi bene e domani male, ma spesso dipende da voi renderla migliore o peggiore."


(dal sito www.ilpaesedeibambinichesorridono.it)

lunedì 19 luglio 2010

Io e la mia famiglia


Un giorno, durante una di quelle noiose interviste telefoniche mi è stato chiesto quale fosse la mia occupazione. Per strappare un sorriso alla mia interlocutrice le ho detto "sono imprenditrice, dirigo la mia famiglia".
Poi ci ho pensato su, ed in effetti è così .... già perché noi donne che per scelta o per necessità ci dedichiamo alla famiglia in toto, siamo come l'amministratore delegato della FIAT …… si dirige, si controlla, si gestisce tutto l'andamento. Si cerca di incanalare i figli su binari che portano verso il loro futuro cercando di dargli tutte le direttive necessarie affinché essi sappiano decidere e scegliere cosa è meglio per loro. Si gestiscono le finanze della'azienda famiglia facendo quadrare i conti al centesimo per avere un bilancio sempre in attivo, si organizzano i pranzi e le cene giornaliere cercando di venire incontro alle esigenze di tutti e si svolgono i lavori manuali necessari a che tutto sia sempre in ordine. Ogni tanto ci lasciamo andare e trascuriamo qualcosa, per ritornare poi nei ranghi e metterci in regola con quello che si è tralasciato.
Non è facile gestire ogni cosa, e non tutte possono contare sull'aiuto di un marito che si rende partecipe di ogni cosa o sulla collaborazione dei figli che danno una mano a tenere almeno in ordine la loro camera. E' un continuo controllare, gestire, ordinare. I vestiti, la dispensa, gli armadi tutto deve essere supervisionato con diligenza e attenzione
Io cerco di fare del mio meglio, cerco di accontentare tutti e di fare le cose uguali per tutti. Non sempre ci riesco. Ci sono giorni in cui giro per casa in cerca di uno stimolo e faccio il minimo indispensabile, e ci sono giorni invece che mi alzo piena di voglia di fare e metto tutto sottosopra.
Nella mia azienda-famiglia c'è un aria abbastanza serena, i miei ragazzi sono dei bravi ragazzi senza troppi grilli per la testa, qualche defaiance sul loro percorso, ma di piccolo conto. Mio marito? E' un uomo da sposare ;P …… anche se non gli dico spesso quanto lo apprezzi.
I ragazzi studiano entrambi, il grande, Marco, è universitario. Studia informatica e dopo aver avuto un momento di crisi durante il quale non riusciva a combinare molto, ora si è rimesso in carreggiata. E' un ragazzo un po' taciturno (come me) che come me non riesce a tirare fuori quello che prova. Se abbiamo qualche battibecco non riesce a dirmi quello che vorrebbe e un po' la colpa di questo è mia. Sono un po' aggressiva nei suoi confronti. Ma non è perché io sia insoddisfatta di lui, anzi. E' solo che per lui vorrei il meglio, vorrei che si realizzasse nei suoi sogni. Che mettesse tutto il suo impegno in quello che fa e che avesse un po più di confidenza con me. Invece si tiene tutto dentro.
Il piccolo, Alessio, studia all'alberghiero, ha 14 anni ed è molto sicuro di se. Un po' permaloso. Ha un carattere molto spigoloso e l'adolescenza ha acuito questo piccolo difetto. Stiamo affrontando il periodo della sua affermazione come persona …… e spesso abbiamo piccoli scontri sul modo di rispondere o sulle cose che dovrebbe fare e che vuole fare a modo suo.
Ma tutto sommato sono due bravi ragazzi. Non ci hanno mai dato grossi problemi, qualche pensiero si, ma problemi mai.
Mio marito, Sergio, è un brav'uomo. Tutto dedito alla famiglia. Tutto quello che riguarda me e i figli viene prima di ogni altra cosa, a volte anche prima di se stesso. Su questo qualche volta non sono d'accordo. Ma lui è fatto così.
Esce al mattino presto per lavorare e non rientra mai prima delle 19 di sera. Eppure trova sempre il modo di aiutarmi in casa, di accompagnarmi a far la spesa e di dedicarmi tutte le attenzioni possibili. E' felice quando io sono felice e si intristisce se percepisce che c'è qualcosa che non va in me. Ha mille pensieri per la testa ma cerca di non farli pesare su di me e sui suoi figli.
Ho una pecca nei suoi confronti …… non gli dico mai quanto apprezzi il suo modo di essere. Il suo essere sempre presente, il suo pensare prima a noi e poi a se stesso, il suo vivere in funzione di noi.
Ma il mio carattere schivo per certi versi, mi porta ad essere poco espansiva. Vorrebbe da me più coccole, ma io non so fargliene. A me basta sapere che lui è li accanto a me ad ogni passo per stare bene. Lui vorrebbe che io esternassi di più i miei pensieri e il mio bene per lui. Ma io non so farlo. Non so perché non sono capace. Forse con gli anni, col crescere si cambia, perché quando ero ragazza non passava giorno che non gli scrivessi un bigliettino, ogni occasione era buona per dirgli quello che provavo. Siamo sempre stati molto legati, abbiamo sempre fatto tutto insieme e continuiamo a farlo. Ma oggi sono diventata un po' più chiusa nei suoi confronti.
Non è cambiato quello che sento per lui, anche se abbiamo avuto qualche brutta crisi negli anni passati. E' solo cambiato il mio modo di essere, di mostrarmi.
Spero di essere per lui una buona moglie. Quella compagna di vita che ha sempre voluto accanto e alla quale ha dedicato se stesso.
Abbiamo un sogno insieme……. E spero un giorno di riuscire a realizzarlo. Una casetta immersa nel verde nella quale trascorrere le nostre giornate e condividere le cose che amiamo.

venerdì 16 luglio 2010

Lavori su commissione


Lavorare su commissione non è proprio il massimo. Si è costretti a tenere a freno la creatività e lavorare secondo i desideri di chi ti ha commissionato il lavoro. Ed è quello che un creativo non ama fare.

Ti chiedono una tela con il fondo di quel colore e il decoro di quell'altro e tu sei condizionata a stare in quei parametri. E' difficile conciliare le due cose. Ci si impegna al massimo sperando di riuscire a soddisfare le richieste del committente ma ci si sente un tantino frustrati. Ho appena terminato due tele….. mi è stato chiesto di copiare un altro lavoro che ho in casa e dal quale non voglio separarmi, ci ho provato, ma un tocco di diversità non potevo non inserircelo. L'altra tela invece doveva avere dei colori stabiliti, fondo verde chiaro, decoro simile ad uno visto in un libro di Donna Dweberry. Ce l'ho messa tutto…. Spero che la persona che me li ha ordinati sia soddisfatta del mio lavoro







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domenica 11 luglio 2010

Le mie amiche


Le mie amiche……. Non ne ho molte di amiche…… non ne ho mai avute. Per pigrizia, per timidezza, per il timore di essere inopportuna i miei rapporti con le amiche si sono sempre ridotti al minimo. Sin da piccola……. La prima amica che ricordo con molto affetto e che mi piacerebbe tanto ritrovare, risale ai tempi delle scuole elementari, Era una bambina dalle lunghe trecce nere, abitava due case più in la della mia, prima figlia di una coppia d'altri tempi. Il padre, vinaio era una brava persona, non l'ho mai sentito alzare la voce con nessuno, Andrea si chiamava, la madre, Teresa mi pare, anche lei aveva lunghe trecce nere che attorcigliava attorno alla testa. Me la ricordo come fosse ora, con le gonne un po lunghe e lo scialle di lana sulle spalle durante l'inverno. Sempre in casa a pulire e a curare i suoi figli. Lei, la mia amica, si chiamava Nellina era timida come me, come me era una bambina docile. Aveva un fratellino che giocava spesso con noi, Salvatore. Giocavamo insieme ogni giorno, in casa mia o in casa sua, raramente eravamo per strada come le altre bambine del quartiere, forse d'estate ma non ci allontanavamo mai dall'uscio delle nostre abitazioni. Qualche volta ci permettevano di giocare nel retro della bottega di vinaio del padre, tra le grandi botti che sapevano di mosto. Non ci era permesso uscire nella sala, dove qualche anziano si fermava a bere un bicchiere di vino e a giocare a carte. L'odore che si respirava mi è rimasto dentro, come la nostalgia di aver perso la mia amica quando entrambe le nostre famiglie si sono trasferite. All'epoca non c'erano tanti mezzi di comunicazione. Il telefono …… ma non ci era permesso di utilizzarlo se non per motivi importanti. Lei si è trasferita a Salerno io in un altro comune della provincia di Napoli. Non ne ho più avuto notizia…….. ma penso spesso a lei e ai nostri giochi di bambine. Alle litigate perché mi faceva arrivare tardi a scuola al mattino, alle risate, alle piccole commissioni che andavamo a fare sempre insieme per le nostre mamme.

Passato qualche anno ho stretto amicizia con Rosanna, amica di scuola alle medie. Per un anno ci siamo completamente ignorate. Io non ho nessun ricordo di lei durante il primo anno di scuola media. Dal secondo anno invece, si è instaurato tra noi un rapporto strettissimo. Studiavamo insieme tutti i giorni, uscivamo la domenica mattina per andare a messa e poi a prendere un gelato, poi man mano che siamo cresciute, anche se non eravamo più a scuola insieme, la nostra amicizia si è rafforzata. E per anni abbiamo fatto ogni cosa insieme. Fino a quando ognuna ha preso la sua strada e ognuna ha trovato la persona con la quale dividere la vita. Ma non ci siamo perse. Anzi. Ci siamo sposate e abbiamo avuto il primo figlio quasi in contemporanea, e i nostri figli hanno frequentato lo stesso asilo nido e anche tra loro si è instaurato un rapporto di amicizia. Ci vediamo poco ma quando ci vediamo è sempre come se ci fossimo lasciate il giorno prima.

Tra conoscenze varie che sono passate nella mia vita è giunto il turno di Mirella…….. conosciuta su un forum grazie all'amore per la stessa musica e per lo stesso artista. Le nostre chiacchierate virtuali ci hanno unite fino a farci confidenze come fossimo sorelle. Ci vediamo poco, viviamo a 600 km di distanza, ma il nostro rapporto è ben radicato e la lontananza non lo lascia affievolire. Siamo amiche e sorelle insieme. Ci basta un sms per sentirci vicine ogni giorno. Quando possiamo ci ritagliamo un paio di giorni tutti per noi e ci ritroviamo io e lei sole……. A ridere e chiacchierare come due adolescenti, a darci consigli come due donne assennate e anche a dividere momenti di silenzio che ci uniscono come mille parole.

Poi c'è Olimpia….. ma lei non la considero un'amica. E' qualcosa di più. E' come la mia sorellina piccola…… una ragazza che ha bisogno di sentirsi sostenuta nel suo cammino e per la quale ho un affetto tutto diverso.

Continuo con Teresa, anche lei giovanissima, con la quale condivido la passione creativa e la voglia di fare ed imparare tecniche sempre nuove.

Ultima ma non meno importante è arrivata Daniela. Conosciuta per avere in comune una passione creativa. L'ho incontrata la prima volta a Pisa, dopo che ci eravamo scambiate qualche messaggio sempre su un forum. E' bastata quella volta per capire che avevamo molto in comune. Un filo sottile ci ha unite da allora. Qualche messaggio, quale mail, ma il rapporto si faceva sempre più forte. E oggi fa parte delle mie amiche, quelle che mi stanno vicino tutti i giorni anche solo col pensiero.

venerdì 9 luglio 2010

Le amarezze e le delusioni

La vita è piena di amarezze e delusioni, di aspettative disilluse e di false speranze. Di fiducia mal riposta e di rabbia per aver sbagliato ancora una volta.

Questo periodo per me è pieno di questi sentimenti che mi accompagnano giorno e notte e che mi tolgono la voglia di fare. Ma non posso e non voglio farmi abbattere da tutto ciò. Sono uscita da un lungo periodo di stress dovuto al lavoro, ho rinunciato a quel lavoro a cui mi ero affezionata anche se non era quello che avevo sognato da ragazza e ho sofferto molto per aver dovuto rinunciare. Mi sono ripresa pian piano i miei spazi e ho ripreso a sorridere. Ho cercato qualcosa che mi desse la voglia di riprendere in qualche modo a lavorare. L'ho cercato nella creatività e nella voglia di colorare le mie giornate. Ho impiegato ore ed ore per seguire corsi e provare e riprovare, ho lavorato su ogni tipo di materiale, ed ho ottenuto una discreta manualità che mi permette di creare oggetti carini e aggraziati. Ho tanto da imparare ancora e tanto da sperimentare, devo scoprire ancora molte tecniche e metterle in pratica.

Tutto quello che ho imparato fino ad oggi è frutto di impegno, sacrificio e passione. L'impegno per aver applicato gli insegnamenti giorno dopo giorno per cercare di raggiungere un certo livello cognitivo ed espressivo. Sacrificio, economico e morale. Ho affrontato spese che non sono poche, togliendo cose al menage familiare, e con l'accordo di tutta la mia famiglia, che in questo modo mi ha permesso di inseguire un sogno, ho affrontato rinunce e ho dedicato tempo sottraendolo alla mia famiglia per cercare di elevare la mia tecnica. E credo di esserci in parte riuscita. Certo c'è stato qualcuno che mi ha permesso di ottenere tutto questo, ma quel qualcuno ha avuto un suo tornaconto……

Ora sono ad un punto in cui tutti i miei sacrifici, la mia dedizione e la mia passione possono essere gettati via come carta straccia. E questo mi amareggia infinitamente. Ma l'amarezza più grande è quella di aver riposto fiducia in chi la fiducia non sa neppure cosa sia.

Spero che da queste amarezze io possa tirar fuori una pianta verde e rigogliosa che mi permetta di sorridere e lasciare questo piccolo ostacolo alle spalle e di non pensarci più.


 

Una riflessione……. Nella vita c'è sempre da imparare, e chi impara dai propri errori ha raggiunto un grande traguardo.

sabato 3 luglio 2010

Il mio primo mercatino


Nel mese di maggio sono stata invitata a prendere parte alla fiera di Sant'Isidoro in qualità di hobbysta. Una occasione bellissima per far conoscere a tanti le mie piccole creazioni e una tecnica pittorica ancora sconosciuta ai più.

La partecipazione è stata completamente a titolo gratuito. Ci hanno offerto uno spazio, con attacco luce compreso. Una bellissima iniziativa quella di dare modo agli hobbysti di farsi conoscere.

Ho conosciuto delle bellissime persone e con loro ho condiviso due giorni di pioggia e risate. Accanto al mio banco avevo un simpatico signore che si dilettava a creare profumi e che mi ha spiegato nei dettagli la tecnica che lui usa e tutti gli studi che ha fatto per le sue creazioni. Abbiamo scoperto di avere in comune la passione per il recupero delle vecchie cose….. come me ama curiosare in cantine e soffitte e come me presta una certa attenzione a ciò che gli altri buttano via a cuor leggero.

Dall'altro lato c'era una simpaticissima ragazza che addobbava oggetti di qualsiasi genere (dalle scarpe alle borse, dai vestiti ai mobili) con simpatiche creazioni in stoffa o con piccoli bottoni e passamanerie.

Insomma è stata una bellissima esperienza. Peccato per la pioggia. Ma ho fatto i miei piccoli affarucci. Ho venduto una bellissima tegola antica dipinta, alcune tazze da latte, un quadro, ed ho preso delle ordinazioni per natale…..meglio di così non poteva andare


La mia "insegna" interamente dipinta a mano


 

Il mio banco  




 un quadro e le mie prime icone   



 


 



Un portaspezie recuperato dal solaio di mia sorella e dipintto con roselline, un porta peperoncini, due zuccheriere e alcuni piattini ….. in un angolo le mie palline di natale si vedono appena


 


 



Una tegola….. tirata giù da un tetto di un vecchio cascinale delle campagne Campane e dipinto con rose selvatiche


 

venerdì 2 luglio 2010

Sospensione Corso

Per motivi che non dipendono dalla mia volontà ma da ingerenze esterne il Corso programmato per domani mattina 3 luglio 2010 è sospeso. Chiedo scusa a tutti per l'inconveniente.